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Il
barocco a Pistoia
Sul
finire del Seicento inizia a Pistoia una nuova stagione: si rimodernano
edifici e chiese, adeguandoli al gusto del tempo (tardo barocco e
rococo), spinti anche dal’influenza che tali stili ebbero nello stesso
periodo presso la corte dei Medici a Firenze.
Colori pastello tinteggiano gli arredi ed i palazzo, stucchi bianchi e
dorati compaiono a decorare le dimore degli abbienti.
Ancora oggi visibili i segni del barocco in Pistoia in alcuni palazzi
privati (palazzo Amati Cellesi in piazza Garibaldi e palazzo Marchetti
in via Curtatone e Montanara) e chiese (chiesa del Carmine, in piazza
del Carmine, chiesa di San Leone, chiesa dei Santi Prospero e Filippo
e
alla chiesa della Santissima Annunziata).
Se
volete concedervi un tuffo nel passato salite sulla scalinata che
trovate sulla sinistra della chiesa di Santi Prospero e Filippo ed
entrate nella Biblioteca Capitolare Fabroniana, un luogo dove le
preziose librerie della sala di lettura, a doppia altezza, custodiscono
una ricchissima collezione di testi sacri e manoscritti antichi donati
dal cardinale pistoiese Carlo Agostino Fabroni ad inizio ‘700.
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