
Antica
città romana e medioevale, Pistoia
possiede nel suo patrimonio artistico palazzi
monumentali di varie epoche e diverse splendide
chiese romaniche e gotiche.
È certamente di fondazione Romana (è citata nel II secolo a. C.), ma probabilmente esisteva un precedente insediamento etrusco.Importante oppidum
(cittadella fortificata) sulla via Cassia, che
collegava Roma con Lucca e Firenze, Pistoia in
età romana fu destinata all'approvvigionamento
delle milizie romane, e deve probabilmente il
suo nome (Pistoria, Pistoriae o Pistorium),
proprio a questo. In latino difatti "pistoria"
indica il forno per il pane. E' possibile però
che l'origine sia invece etrusca da "Pist" e "Oros",
che significano porta e monte. La prima cinta muraria risale alla metà dell'VIII secolo ed era alta 14 metri.
La città fu sede vescovile, e conquista di Goti, Bizantini Longobardi e Franchi. Con il nuovo millennio Pistoia si avvia a diventare autonoma. Nel 1105 a Pistoia governavano i consoli, la più antica magistratura di istituzione democratica e nel 1158 il podestà arginò il potere del vescovo, il cui palazzo fortificato sorgeva presso la cattedrale.
Nel 1144 due pellegrini vi portano la
reliquia di S. Jacopo, facendo della città tappa obbligata sul percorso della via
Franchigena per coloro che si recavano a Santiago de Compostela.
Proprio la conchiglia del pellegrino, uno degli attributi di S. Jacopo, è probabilmente rappresentato nello stemma della città, la scacchiera bianca e rossa con 36 pezzi, retta ai lati da due orsi (aggiunti successivamente a rappresentare il predominio di Pistoia sulla montagna).
La posizione di Pistoia alla confluenza dei grandi itinerari commerciali alimenta la sua vocazione commerciale, e soprattutto dal 1100, emerge un attivo ceto mercantile. I pistoiesi divennero famosi per le funzioni bancarie e finanziarie, anche a livello internazionale. Le famiglie più importanti del periodo sono i Panciatichi, i Chiarenti, gli Ammannati, i Partini, i Cancellieri.
All'inizio del '300 la città venne assediata da Firenze e Lucca. La resistenza dei Pistoiesi durò 11 mesi, ma dovettero cedere. Pistoia oscillò nelle mani dei lucchesi e dei fiorentini lungamente. Dal 1351 la città fu sottomessa a Firenze, alla quale resterà legata fino all’Unità d’Italia. L'assoggettamento a Firenze ed alle regole da questa dettate portò un lungo periodo di stagnazione. E' questo il momento storico che segna definitivamente Pistoia. Se la città avesse mantenuto la sua autonomia avrebbe avuto un futuro sicuramente diverso in termini di ricchezza e splendore. Ancora oggi c'è da chiedersi se il carattere della città e l'attitudine ombrosa dei suoi abitanti siano il frutto di vicende che si perdono lontane nel tempo. Verso la metà del 1300 poi un altro duro colpo: la peste quasi dimezzò la popolazione che passo da 11 a 6 mila unità. Passato il '300 venne eretta la terza cerchia muraria, visibile ancora oggi. Alta 15 metri era munita di torri e bastioni (il Bastione Ambrogi e il bastione Thyrion si vedono tuttora). La fortezza medicea di Santa Barbara era il punto di maggior presidio.
Quattro porte permettevano l'accesso alla città: porta Lucchese, porta Carratica, porta Al Borgo e San Marco (i rioni cittadini prendono il loro nome dalle porte).
Significativo il periodo dei Lorena verso la metà del '600 ed in particolare la presenza di Pietro Leopoldo, a cui si deve la costruzione della via Modenese (che collegava, e collega, il centro ed il settentrione passando per l'Abetone) e la bonifica di numerosi territori paludosi. Seguì l'occupazione francese, la Restaurazione, più tardi i moti risorgimentali e nel 1849 l'occupazione austriaca. A questo periodo risale la ferrovia che collegava Pistoia con Firenze. Del 1964 è la ferrovia Porrettana che univa Pistoia a Bologna.
Tra '800 e '900 si
assiste alla nascita di uno stabilimento per la
produzione di materiale ferroviario. Risale al
1891 in particolare l'importante complesso delle
officine San Giorgio, specializzato nella
costruzione di materiale rotabile ferroviario.
In periferia si sviluppano i vivai di piante (il
primo risale al 1849).
Lo
stemma di Pistoia come da decreto del 1943 è "Scaccato d'argento e di
rosso di trentasei pezzi. Lo scudo di forma sannitica, sarà cimato della
corona di città ed avrà per sostegni due orsi con le teste rivolte
all'indietro, coperti di mantelletto scaccato d'argento e di rosso,
svolazzante, foderato di verde".
La scacchiera bianca e
rossa con 36 pezzi, retta ai lati da due orsi
(aggiunti successivamente a rappresentare il
predominio di Pistoia sulla montagna) deriva la
sua origine forse dalla conchiglia del
pellegrino, uno degli attributi di S. Jacopo. La
cappella del santo, nella cattedrale, è composta
proprio di marmi bianchi e rossi. Questa però
non è l'unica teoria sull'origine della
scacchiera; una seconda teoria riconduce la
scacchiera alla regolare suddivisione viaria
della pianta della città romana. Un'altra teoria
ancora mette la scacchiera in relazione proprio
con il gioco degli scacchi. Il bianco ed il
rosso sarebbero i colori originari del gioco,
simulazione dello scontro di guerra e con essi
la città vorrebbe mostrarsi cavalleresca ed
animata da spirito guerriero.